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Le zone Vitivinicole


Le differenti zone vitivinicole presenti sul territorio conferiscono, ai vini che vi si producono, caratteristiche organolettiche particolari e affascinanti :

SASSELLA: trae il nome dalla piccola chiesa della Sassella (da sasso, rupe) situata a valle dell’omonimo promontorio. È la zona direttamente ad ovest di Sondrio (da Castione Andevenno fino al capoluogo) e con i suoi 150 ettari è la seconda per estensione delle 4 sottozone DOCG Valtellina Superiore. È una zona tra le più impervie, ma anche fra le più soleggiate e ben ventilate. Le viti sono letteralmente strappate alla roccia.

Uva Chiavennasca

GRUMELLO: è la zona situata a nord-est di Sondrio e prende il nome dal Castello di Grumello, una fortezza del XIII sec. Che domina la vallata. Per la prevalenza in questa zona della varietà Brugnola, fra le uve secondarie, si nota la particolare sfumatura dei vini, prodotti da questi vitigni, che ricorda la mandorla.

INFERNO: il suo singolare nome deriva probabilmente dalle temperature molto elevate che d’estate si raggiungono nei piccoli terrazzi vitati siti negli anfratti rocciosi della zona di Sondrio. È evidente che si tratta di una delle più difficili, nel senso di impervie, zone del Valtellina Superiore. Si trova subito a est del Grumello e, con i suoi 68 ettari, è la più piccola delle quattro sottozone DOCG Valtellina Superiore. Il vino che ne deriva è generalmente, nei primi periodi, più ruvido di quello prodotto in altre aree.

VALGELLA: il suo nome deriva dal latino "vallicula, vallicella" ed è la più estesa fra le sottozone DOCG Valtellina Superiore: 162 ettari da Teglio fino a Tirano, a nord-est di Sondrio. Il suo nome non è molto conosciuto in quanto, per tradizione storica, il vino che se produce è stato destinato soprattutto all’esportazione nella vicina Svizzera. All’interno di questa sottozone ve ne è un’altra denominata FRACIA.

MAROGGIA: questa sottozona è estesa per circa 25 ettari nella zona pedemontana del Comune di Berbenno di Valtellina e precede la zona del Sassella. Prende il nome dal torrente Maroggia e si configura come un pendio molto soleggiato.