Nera Vini


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L'attività dell'azienda familiare Nera ha avuto inizio alla fine dell’800 con Bernardo Nera, segue il figlio Guido al quale è succeduto alla fine degli anni ‘50 il figlio Pietro, che con caparbietà e orgoglio ha accorpato circa 32 ettari di vigneti appartenenti alle quattro zone di produzione del Valtellina Superiore D.O.C.G. (Sassella, Inferno, Grumello, Valgella). L’impegno generoso e assiduo nella coltivazione dei vigneti e l'attenzione meticolosa posta in ogni fase della trasformazione delle uve nella cantina di Chiuro (So), che fanno di questa azienda una tra le più importanti e prestigiose Case Vinicole della Valtellina, sono oggi garantiti anche dall’importante contributo dei due figli di Pietro Nera: Stefano, enologo, e Simone, che si occupa dell’attività commerciale.
Chiuro, paese collocato in mezzo ai vigneti è la capitale della viticoltura valtellinese, dove ha sede l’Azienda Nera: vanta infatti la presenza di ben 4 Cantine. Non può mancare nella circostanza un cenno al fatto che il Commendator Pietro Nera è stato eletto Sindaco nel 1970; rieletto nel mandato successivo, proprio per la sua attività di vitivinicoltore ha sempre avuto a cuore i problemi di questo settore. Tutt’ora il rapporto con i viticoltori continua. Ogni anno circa 200 famiglie di viticoltori conferiscono le loro uve all’Azienda.

La produzione e l'imbottigliamento dei preziosi vini di questa terra, così aspra e dura, ma anche così prodiga di frutti particolarmente eccellenti e con caratteristiche qualitative inconfondibili è la riprova dei successi nei vari concorsi nazionali ed internazionali, degli apprezzamenti di una numerosa e svariata ambita clientela. Il signor Pietro continua nell’esprimere quanto sente profondamente : la passione,l’amore e l’impegno sono gli ingredienti per queste realtà ispirate al rispetto della più antica tradizione vinicola, uniti alla serietà, alla competenza e al rigore metodico necessari in ogni fase.La qualità di questi vini è dovuta alla posizione dei vigneti: collocati su pendii impervi e scoscesi, è un territorio di comprovata vocazione, eredità tramandata dai nostri avi.
Solo con l'esercizio costante di questo mestiere così antico, fatto di sacrificio e di fatica, si riesce a far crescere viti robuste e fertili, capaci di produrre uve selezionate. Ai nostri giorni tutto questo duro lavoro è svolto per l’80% a mano come ai tempi dei nostri predecessori.

«Da tanti anni - prosegue Nera – da diverse parti si è tanto parlato di viticoltura “eroica”. Sono loro gli “eroi” : i viticoltori valtellinesi, lavoratori formidabili, con tanta passione, coraggio e determinazione. Gli eroi purtroppo muoiono, e con loro muore anche la tradizione della viticoltura». Il futuro, in parte, spetta a noi prepararlo, quindi non perdiamo tempo ma interveniamo urgentemente pensando ai nostri figli e ai nostri nipoti. Come si può immaginare la nostra valle, la costiera Retica depauperata dei suoi inimmaginabili, interminabili 2500 km lineari di muretti a secco contenenti i terrazzamenti vitati.

I vigneti valtellinesi sono dislocati dai 500 agli 800 metri di altezza, sovrastati dall’imponenza dei 3.000 metri delle Alpi del versante Retico, stupendamente innevate, spettacolo meraviglioso e indimenticabile per chi occasionalmente può ammirarle. Questo aspetto purtroppo non è sempre idilliaco ma inevitabilmente, proprio per la naturale costituzione della montagna, si verificano periodicamente fenomeni di dissesto idrogeologico.
I viticoltori passano tanto tempo nelle loro vigne e preventivamente notano i fenomeni che si verificano: movimenti franosi, caduta muretti, nuove acque vaganti, gelo e disgelo e tutti quei fenomeni di dissesto idrogeologico.In questi casi il viticoltore diventa il primo guardiano degli inevitabili dissesti, primo attore che interviene irresistibilmente e naturalmente a queste avvisaglie di pericoli provvedendo per quanto può a tamponare, evitando così momentaneamente i gravi dissesti, le disgrazie e le tragedie. Questo ruolo di “guardiani” così importante che con il loro tempestivo intervento evitano in diversi casi il verificarsi di disastri ambientali per le calamità naturali sempre in agguato. I viticoltori da soli non possono assumersi totalmente l’impegno nonostante il fatto che dedicano diverse giornate alla manutenzione, alle riparazioni e alla salvaguardia del territorio; è quindi indispensabile l’aiuto e il sostegno da parte delle istituzioni preposte.
La viticoltura valtellinese attende l’intervento, l’aiuto materiale e morale di chi di dovere che con la sensibilità e la responsabilità già dimostrate in tanti casi, non potrà certo mancare in un caso così particolare e importante.

Sito Ufficiale: www.neravini.com

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